Piacciono ancora a molti i calendari e, quando l’anno sta per finire, immancabilmente inizia la caccia al calendario giusto, che dovrà essere il compagno di viaggio per 12 mesi, per 52 settimane, per 365 giorni. E che deve essere rigorosamente di carta. La tecnologia suggerirebbe di lasciar perdere, perché calendari (freddi e impersonali) possiamo averli sempre a portata di mano, basta un click su smartphone e pc. Ma volete mettere il gusto di voltare pagina ogni giorno, ogni settimana, ogni mese?

Dice bene Nunzio Galantino (Il Sole24 ore, domenica 3 gennaio 2021): “Con la sua struttura – fatta di giorni, settimane e mesi, che non prevedono salti arbitrari o compiaciuti rallentamenti – il calendario continua ad esercitare la sua funzione di richiamo in un’epoca in cui tutto appare accelerato, sincopato o compresso. E’ richiamo allo scorrere del tempo che non si presenta mai uguale a sé stesso. Come le storie personali e collettive in esso annotate – talvolta con inchiostro invisibile perché troppo intime, altre volte in maniera fin troppo vistosa, ma non per questo più intense – i giorni del calendario non sono interscambiabili. Tutti esigono vigile pazienza, sapiente e responsabile partecipazione perché il loro scorrere possa avere un senso. Il senso della vita quotidiana, che è altro dalla routine. A differenza di questa, la vita quotidiana, vissuta in maniera consapevole, accetta di essere interrotta dal tempo della festa e del riposo, puntualmente indicato dal calendario” .

E quando c’è anche l’arte ad accompagnare e scandire il passare del tempo, il piacere di avere un calendario è pure maggiore. Esemplare, in questo senso, è il ‘caso’ delle Grafiche Fioroni, tipolitografia di Casette d’Ete di Sant’Elpidio a Mare (Fermo). Un’azienda che, tanto per rendere l’idea dell’importanza che assume l’arte per chi la guida e chi ci lavora, si è concessa il lusso di un logo d’autore: un’opera di Arnoldo Ciarrocchi. Un’azienda che vanta una pregevole collezione di opere d’arte lasciate da pittori, incisori, scultori, poeti che sono passati di lì, che sono amici, prima che clienti, dei titolari Enzo Marinacci e di Sauro e Leonello Alessandrini. Ebbene, in questa tipografia – pinacoteca in cui si lavora letteralmente circondati da opere che tappezzano le pareti di uffici, corridoi, della stamperia vera e propria, il rispetto e la passione per l’arte sono tali che, da 40 anni a questa parte, la fine dell’anno coincide con la creazione di calendari d’arte firmati Grafiche Fioroni.

Solitamente, viene selezionato un autore per ognuno dei quattro formati dei calendari, ma non quest’anno. Per il 2021 sono state scelte alcune opere della vasta collezione Fioroni, creando non semplici calendari, ma preziosi cataloghi di una collettiva di artisti molto conosciuti, corredati dall’immancabile, raffinato componimento poetico di Eugenio De Signoribus. Sulla copertina del calendario principale c’è un’opera di Ma-Lin, pittore cinese recentemente scomparso. Scorrendo i mesi, si incontrano opere di Arnoldo Ciarrocchi, Sandro Trotti, Agostno Cartuccia, Dino Baiocco, Ruggero Savinio, Giovanni Beato, Raffaele Jommi, Liu Yiuyang, Michelino Iorizzo, Lorenzo Bruno, Daniele Cristallini, Alessandro Finocchiaro, Luca Zampetti, Manuela Cerolini, Sandro Pazzi, Ugo Caggiano, Silvio Craia, Pascual Blanco, le sculture di Ferdinando Piras, Giuliano Giganti, Mauro Mazziero, Egidio Del Bianco, Sergio Carlacchiani, Arnoldo Anibaldi.

Bisogna arrivare all’ultima pagina per trovare un pensiero delle Grafiche Fioroni. Uno spazio minimo in realtà, volutamente poco invasivo perché alle Grafiche Fioroni sono così: preferiscono che a parlare per loro siano le stampe e i tanti che a fine anno ricevono con grande piacere questi omaggi. “La collezione d’arte Grafiche Fioroni – leggiamo – ha preso forma molti anni fa, nel tempo si è arricchita sempre più. Le opere sono state donate da artisti che, spontaneamente, hanno voluto contribuire alla realizzazione di questa prestigiosa collezione. (…) All’interno alcune opere scelte più per affetto che per importanza”.

da sinistra: Enzo Marinacci, Leonello e Sauro Alessandrini

Solo nell’ultimo paragrafo dell’ultima pagina, si cita il prestigioso riconoscimento ottenuto nell’anno appena terminato: “Il 2020 è stato per tutti un anno ‘particolare’, ma c’è stato qualcosa che ha reso l’azienda orgogliosa del proprio lavoro: le Grafiche Fioroni hanno ricevuto, per l’impegno a favore dell’arte e della cultura, il Premio ‘Marchigiano dell’anno’ per il 2019, del CeSMa, Centro Studi Marche ‘G. Giunchi’, Roma“.

<Abbiamo dato voce a quasi 55 anni di attività delle Grafiche Fioroni. Sono tanti anni che le opere di artisti nostri amici arrivano e rimangono, mute, qui dentro. Abbiamo voluto dare voce all’arte, come abbiamo sempre fatto e continuiamo a fare, ormai, da partigiani>: questo il perché dell’ennesima straordinaria strenna che ha il pregio di andare controcorrente, dei calendari che amanti dell’arte (ma non solo), ogni anno, cercano (vengono distribuiti sempre e solo gratuitamente), collezionano, espongono per avere qualcosa di bello da guardare, più che per registrare lo scorrere dei giorni. E che sanno già che i prossimi saranno altrettanti belli, se non di più.

Marisa Colibazzi

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