Nell’estate 2022 che tutti si affannano a incoronare come finalmente normale, è ormai accertato che in Italia il turismo va a gonfie vele. E’ così anche nelle Marche. C’è voglia di vacanza e di viaggi, gli stranieri si stanno riaffacciando sulla regione plurale per eccellenza seppur in misura modesta. Operatori turistici e commercianti sorridono, come sorridono gli amministratori locali.

Ma, almeno cinque Comuni marchigiani hanno buoni motivi per sorridere un po’ di più. Sono Fermo, Sirolo, Numana, Potenza Picena e Cupra Marittima. Il motivo?

Stando all’indagine condotta da Sociometrica pubblicata a fine luglio 2022, analizzando l’impatto che ha avuto il Covid sull’andamento turistico e confrontando le presenze del 2019 con quelle del 2021 nei 3390 Comuni italiani indicati come turistici dall’Istat (di questi, sono stati considerati solo i primi 500), sono 25 quelli che hanno riscontrato un incremento del movimento turistico. Tra questi figurano 5 località delle Marche .

Fermo è sul terzo gradino del podio: nel 2019 le presenze turistiche erano state 452.596, nel 2021 sono diventate 624.745 che, tradotto in percentuale, equivale a un ragguardevole +38%. Sirolo è al 7° posto: le presenze nella località costiera sono passate da 199.795 (2019) a 220.460 (2021), pari a +10,3%. Numana si è piazzata al 12° posto: da 616.612 nel pre pandemia, le presenze sono arrivate a 643.412 (+ 4,3%); 17° posto per Potenza Picena che è passata da 167.584 presenze a 170.860 (+ 2%). infine, 20° posto per Cupra Marittima: nel biennio pandemico le presenze sono passate da 281.520 a 285.073 (+ 1,3%).

Nell’indagine figura un’ulteriore menzione per Fermo, unica località marchigiana presente al 16° posto con +43,7% nella top 20 delle destinazioni che hanno visto crescere il numero dei turisti italiani. Un risultato importante considerando che su 500 località prese in esame, solo 153 hanno fatto registrare il segno più. Nessuna marchigiana, invece, tra i primi 20 Comuni in cui è aumentata la presenza d turisti stranieri.

‘Abbiamo cercato di capire quale sia stato l’impatto dell’epidemia sulle singole destinazioni turistiche. Troppo spesso – commenta il direttore di Sociometrica, Antonio Preiti – si valutano i dati nazionali o regionali che, nella loro ampiezza, non riescono a mettere in luce le differenze interne che si riscontrano tra le singole destinazioni turistiche. I Comuni cresciuti nonostante o forse a causa, dell’epidemia, sono appena 25, mentre 28 sono rimasti sostanzialmente sui numeri del 2019. L’epidemia non ha colpito per nulla, o non in maniera rilevante solo 50 Comuni su 3.390 esaminati’.

Al primo posto di questa speciale classifica c’è, non senza sorpresa, Como con un incremento di presenze turistiche nel 2021 del 51,5% rispetto al 2019. Segue la piccola Padenghe sul Garda (circa 5mila abitanti) con oltre 269mila, +40% rispetto al 2019. Al terzo posto, Fermo.

‘Alcune destinazioni non solo sono riuscite a resistere, ma con un intreccio non facilmente districabile di fattori soggettivi e oggettivi (la posizione geografica, le caratteristiche orografiche, la percezione mediatica) si sono dimostrate capaci di trarre vantaggio da una difficoltà generale’ rileva il direttore. 

Partendo da queste considerazioni, Sociometrica ha indagato sugli elementi che hanno fatto la differenza per soli 25 Comuni italiani per capire perché i vacanzieri li hanno scelti, snobbando le più grandi e note destinazioni turistiche (che hanno performato peggio: Firenze – 71,4%, Roma – 71,2% , Napoli – 64% di Napoli, Venezia – 55,8%).

Tra i fattori che accomunano le destinazioni turistiche meno fragili rispetto alla eco pandemica, figura il fattore A come affidabilità: ‘Si tratta della percezione soggettiva che una destinazione sia più sicura, più adeguata con la situazione creatasi con l’epidemia. Non si tratta di provvedimenti specifici, ma della sensazione complessiva che una destinazione offre di sé’. 

Un altro elemento è il lago: ‘Non è chiaro perché, ma è netta la sensazione che i turisti vedono nelle località lacuali un elemento di preferenza forse perché percepiscono un senso di bassa pressione sia della presenza delle persone che della logistica’.

Il successo delle località balneari è da collegare alla relativa difficoltà di accesso: ‘Destinazioni ad esempio come Fermo e Sirolo nelle Marche, – commenta Preiti – sembrano destinazioni fuori mano, riservate, meno note e perciò immaginate con meno persone e, dunque, con una minore pressione antropica’.

Le conclusioni del direttore Preiti: ‘Sotto traccia, e talvolta anche in maniera evidente, si leggono trasformazioni e cambiamenti che disegnano un modo di concepire la vacanza estremamente flessibile, pronta a cambiare tipologia di destinazione non appena vincoli o opportunità si presentano; a cambiare mezzo di trasporto; a cercare magari destinazioni che, nell’immaginario sono al confine del mondo, ma molto vicine fisicamente, com’è apparso in alcune delle scelte dei turisti che hanno più sorpreso. Siamo entrati in un’epoca di grande elasticità rispetto al tipo di vacanza e anche di grande volatilità delle posizioni conquistate. Tutto è in discussione, tutto è in cambiamento’.

Marisa Colibazzi

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